Palazzo Antonini-Belgrado

Provincia di Udine
Palazzo Antonini-Belgrado
Piazza Patriarcato 3
33100 Udine

Centralino
0432 2791

Fax
0432 279310

Uff. Relazioni con il Pubblico
0432 279440

Posta elettronica certificata

il cercapersone.
Siti tematici.
 

La minoranza slovena nella provincia di Udine

Il Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena, istituito ai sensi della Legge 23 febbraio 2001, N° 38, recante “Norme per la tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia” (Gazzetta Ufficiale N° 56 dell'8 marzo 2001), nella riunione del 16 giugno 2007 ha approvato, a larga maggioranza di voti, la tabella dei Comuni o delle frazioni in cui si applicano le disposizioni della richiamata Legge. Secondo tale elenco, nella Provincia di Udine (Videmska Pokrajina) i Comuni in cui questa Legge viene applicata sono i seguenti, per un totale di 21: Attimis, Cividale del Friuli, Drenchia, Faedis, Grimacco, Lusevera, Malborghetto-Valbruna, Montenars, Nimis, Pontebba, Prepotto, Pulfero, Resia, San Leonardo, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna, Taipana, Tarcento, Tarvisio, Torreano. In questi Comuni si parlano delle varianti linguistiche locali di matrice slovena come quelle delle Valli del Natisone, del Torre, della Val Canale, oltre al resiano parlato in Val Resia.

L’insediamento di popolazioni slave nei territori della Val Canale, Canal del Ferro e Val Resia, oltre alla Val Torre, del Cornappo e delle Vallate del Natisone, ha avuto inizio nel VI e VII secolo dopo Cristo.
Le vallate hanno avuto vicende storiche differenti. La Val Canale per diversi secoli ha fatto parte dell’Impero Austro-Ungarico e passò sotto il Regno d’Italia solo nel 1918. La Val Resia ha fatto parte dell’abbazia di Moggio, che era a sua volta parte del Patriarcato di Aquileia fino al 1420. In seguito, come l’intero Friuli, ha fatto parte della Repubblica di Venezia. A cavallo del Seicento e nei primi anni del Settecento, fu per più volte sotto il dominio dell’Impero asburgico e nel 1866 passò al Regno d’Italia.
Dal 1077 al 1420 le Valli del Natisone e del Torre furono sotto il Patriarcato di Aquileia e in seguito sotto la Repubblica di Venezia fino al 1797. In questo periodo le vallate goderono di una grande autonomia amministrativa e giudiziaria. Nel 1866 entrarono a far parte del Regno d’Italia. Con la creazione dello Stato italiano e la venuta del fascismo vi fu il tentativo di risolvere la questione della minoranza linguistica slovena: l’uso della lingua di minoranza venne fortemente contrastato non solo nella vita pubblica ma anche in quella privata in contesti come la preghiera e il canto: la cultura poteva essere espressa solo attraverso l’italiano.
Nel secondo dopoguerra, con l’avvento della cosiddetta “guerra fredda”, la comunità slovena fu considerata come un elemento di disturbo dalle istituzioni. Furono così ostacolate iniziative di politica linguistica impedendo una crescita culturale e sociale della comunità slovena. In questo periodo la Slavia fu anche interessata da un grande fenomeno migratorio. Il terremoto del 1976 colpì duramente anche la Slavia, ma in seguito alla ricostruzione materiale nella comunità slovena del Friuli si è notata una rinascita culturale con numerose iniziative.
Il 21 dicembre 2007 la caduta del confine tra Italia e Slovenia, che aveva segnato a lungo la storia di questi luoghi, è stata salutata con speranza ed entusiasmo da parte delle popolazioni della Slavia e delle vallate dell’Isonzo.

Pagina aggiornata il: 29/11/2013 9.54 

A cura della Redazione Web -Nota informativa | C.F. 00400130308