Palazzo Antonini-Belgrado

Provincia di Udine
Palazzo Antonini-Belgrado
Piazza Patriarcato 3
33100 Udine

Centralino
0432 2791

Fax
0432 279310

Uff. Relazioni con il Pubblico
0432 279440

Posta elettronica certificata

il cercapersone.
Siti tematici.
Immagine di Timau. 

La minoranza tedesca in provincia di Udine

Il Friuli-Venezia Giulia, ed in particolare la provincia di Udine, presentano una struttura socio-linguistica peculiare. Nell’ambito di un territorio piuttosto ristretto, l’arco alpino friulano, si incontrano, infatti, popolazioni appartenenti a gruppi linguistici riconducibili ai tre principali ceppi indoeuropei: neolatino, germanico e slavo.
Per quanto concerne più specificatamente le lingue germaniche e la loro dislocazione sul territorio provinciale, si possono identificare cinque comuni la cui popolazione utilizza varietà germanofone: Sauris e Timau in Carnia e Tarvisio, Pontebba e Malborghetto-Valbruna nella Val Canale.
Da un punto di vista storico si può affermare che nelle due comunità carniche si insediarono popolazioni di matrice tedesca fin dai primi secoli dello scorso millennio. Le opinioni più accreditate fanno risalire l’insediamento di Sauris al XIII secolo ad opera di popolazioni provenienti dalla Val di Lesach, prossima al confine tirolese-carinziano. Risalirebbe, invece, ai primi anni del Mille un primo insediamento nella comunità di Timau, destinato però a breve vita in seguito ad un terremoto o probabilmente ad una epidemia. Già nel 1200 circa si verificò, comunque, una seconda ondata migratoria. Conformemente alle origini della popolazione, anche le varietà germanofone parlate in queste comunità risultano riconducibili ad antichi dialetti tedeschi e si differenziano, quindi, dalle varietà tedesche più note.
Completamente distinta risulta, invece, la situazione della Val Canale, sia da un punto di vista storico che linguistico. La vallata apparteneva al territorio carinziano fino al 1919 quando, in seguito al trattato di Saint-Germain, passò all’Italia che inglobò così territorio e popolazione. La situazione della valle risulta particolarmente importante da un punto di vista culturale: da secoli zona di passaggio e contatto tra stirpi, vede ancora oggi immutata la convivenza di popolazioni latine, slave e germaniche. Tutt’oggi, infatti, la condizione linguistica predominante è quella plurilingue con la contemporanea presenza di italiano, sloveno, tedesco e friulano.
Negli ultimi anni a causa dello spopolamento della montagna, dell’influenza delle parlate friulane dalle vallate limitrofe e del sopravvento della lingua italiana in seguito alla scolarizzazione, l’uso delle varietà germaniche risulta ovunque fortemente ridotto in particolar modo nelle due comunità carniche che, a differenza della Val Canale, non si trovano dislocate lungo le odierne arterie del traffico con la vicina Austria e non subiscono, dunque, l’influsso del moderno tedesco.
Per quanto concerne il carattere normativo, le varietà tedescofone hanno ottenuto il riconoscimento di lingue minoritarie solo nel 1999, inizialmente con la L.R. n. 4/1999 e successivamente con la legge nazionale n. 482/1999. Tali norme, congiuntamente alla più recente L.R. n. 20/2009, risultano particolarmente importanti in quanto stabiliscono specifici provvedimenti per la salvaguardia e la valorizzazione delle minoranze linguistiche storiche.

Pagina aggiornata il: 29/11/2013 9.46 

A cura della Redazione Web -Nota informativa | C.F. 00400130308