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Immagine di Timau. 

 

La minoranza tedesca in provincia di Udine

 

Il Friuli-Venezia Giulia, ed in particolare la provincia di Udine, presentano una struttura socio-linguistica peculiare. Nell’ambito di un territorio piuttosto ristretto, l’arco alpino friulano, si incontrano, infatti, popolazioni appartenenti a gruppi linguistici riconducibili ai tre principali ceppi indoeuropei: neolatino, germanico e slavo. 
Per quanto concerne più specificatamente le lingue germaniche e la loro dislocazione sul territorio provinciale, si possono identificare cinque comuni la cui popolazione utilizza varietà germanofone: Sauris e Timau in Carnia e Tarvisio, Pontebba e Malborghetto-Valbruna nella Val Canale. 
Da un punto di vista storico si può affermare che nelle due comunità carniche si insediarono popolazioni di matrice tedesca fin dai primi secoli dello scorso millennio. Le opinioni più accreditate fanno risalire l’insediamento di Sauris al XIII secolo ad opera di popolazioni provenienti dalla Val di Lesach, prossima al confine tirolese-carinziano. Risalirebbe, invece, ai primi anni del Mille un primo insediamento nella comunità di Timau, destinato però a breve vita in seguito ad un terremoto o probabilmente ad una epidemia. Già nel 1200 circa si verificò, comunque, una seconda ondata migratoria. Conformemente alle origini della popolazione, anche le varietà germanofone parlate in queste comunità risultano riconducibili ad antichi dialetti tedeschi e si differenziano, quindi, dalle varietà tedesche più note. 
Completamente distinta risulta, invece, la situazione della Val Canale, sia da un punto di vista storico che linguistico. La vallata apparteneva al territorio carinziano fino al 1919 quando, in seguito al trattato di Saint-Germain, passò all’Italia che inglobò così territorio e popolazione. La situazione della valle risulta particolarmente importante da un punto di vista culturale: da secoli zona di passaggio e contatto tra stirpi, vede ancora oggi immutata la convivenza di popolazioni latine, slave e germaniche. Tutt’oggi, infatti, la condizione linguistica predominante è quella plurilingue con la contemporanea presenza di italiano, sloveno, tedesco e friulano. 
Negli ultimi anni a causa dello spopolamento della montagna, dell’influenza delle parlate friulane dalle vallate limitrofe e del sopravvento della lingua italiana in seguito alla scolarizzazione, l’uso delle varietà germaniche risulta ovunque fortemente ridotto in particolar modo nelle due comunità carniche che, a differenza della Val Canale, non si trovano dislocate lungo le odierne arterie del traffico con la vicina Austria e non subiscono, dunque, l’influsso del moderno tedesco. 
Per quanto concerne il carattere normativo, le varietà tedescofone hanno ottenuto il riconoscimento di lingue minoritarie solo nel 1999, inizialmente con la L.R. n. 4/1999 e successivamente con la legge nazionale n. 482/1999. Tali norme, congiuntamente alla più recente L.R. n. 20/2009, risultano particolarmente importanti in quanto stabiliscono specifici provvedimenti per la salvaguardia e la valorizzazione delle minoranze linguistiche storiche.

 

 

Die deutschsprachige Minderheit in der Provinz Udine

Die Region Friaul-Julisch Venetien, insbesondere die Provinz Udine, ist eine Region der Republik Italien mit einer gesellschaftlichen und sprachlichen Besonderheit. In den friulanischen Alpen halten sich in einem relativ beschränkten Gebiet drei verschiedene Volksgruppen auf, die zu den wichtigsten indoeuropäischen Sprachgruppen gehören: Germanen, Romanen und Slawen. Hinsichtlich der germanischen Sprachen und ihrer Verortung in der Provinz Udine kann man fünf Gemeinden identifizieren, deren Bevölkerung eine Minderheitensprache verwendet: Zahre und Tischlbong in Karnien, Tarvis, Pontafel und Malborgeth-Wolfsbach im Kanaltal.

Aus historischer Sicht muss man berücksichtigen, dass die karnischen Kolonien von germanischstämmigen Völkern seit dem ersten Jahrhundert des vergangenen Jahrtausends bewohnt wurden. Die Ansiedelung der deutschen Kolonie in Zahre geht nach einigen linguistischen Studien auf das 13. Jahrhundert zurück, wobei die Siedler ursprünglich aus dem Lesachtal in der Nähe der Grenze zwischen Tirol und Kärnten kamen. Die erste Ansiedlung von Tischelwang hingegen erfolgte um das Jahr 1000, wurde jedoch durch ein Erdbeben oder durch eine Epidemie zerstört; doch bereits um das Jahr 1200 begann eine zweite Migrationswelle. Nach Ende des Siedlungsprozesses beschränkten sich die hiesigen deutschen Sprachvarietäten auf die altdeutschen Dialekte, die sich daher von den bekanntesten deutschen Sprachvarietäten in Österreich und Deutschland unterscheiden. Aus historischer und sprachlicher Sicht ist die Situation des Kanaltals völlig verschieden. Das Tal war ein Bestandteil des Kronlandes Kärnten. Zu Italien kam es erst 1919 im Anschluss an den Friedensvertrag von Saint Germain en Laye, als das Gebiet an Italien angegliedert wurde. Dieser kulturelle Umstand ist sehr wichtig, denn seit Jahrhunderten ist das Kanaltal ein Übergangs- und Kontaktgebiet verschiedener Stämme gewesen, in dem noch heute latinische, slawische und germanische Bevölkerungensgruppen zusammenleben. Heutzutage herrscht in dieser Gegend ein Multilingualismus vor, in der Italienisch, Slowenisch, Deutsch und Friulanisch gesprochen wird.

Aufgrund der Bergflucht, durch den Einfluss des in den angrenzenden Tälern gesprochenen Friulanisch und mehr noch aufgrund des Einflusses des Italienischen in der Schule, werden in den letzten Jahren immer weniger deutsche Sprachvarietäten von der deutschstämmigen Bevölkerung benutzt. Das Phänomen betrifft vor allem die karnischen Gemeinschaften, die, anders als im Kanaltal, nicht an der heutigen Verkehrsader liegen und vom Deutschen geprägt wurden.

Die deutschen Sprachvarietäten wurden erst 1999 als Minderheitensprachen gesetzlich anerkannt. Zunächst durch das Regionalgesetz 4/1999 und später durch das Gesetz der Republik Italien Nr. 482 aus demselben Jahr. Zusammen mit dem Regionalgesetz Nr. 20 vom 20. November 2009 sind diese Gesetze besonders wichtig, weil sie konkrete Maßnahmen zum Schutz und der Verwertung der historischen Sprachminderheiten in diesem Sprachraum beschlossen haben.

 

Pagina aggiornata il: 11/06/2014 12.45 

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