Piccolo compendio dell’universo
Il Friuli presenta una larga varietà di aspetti fisici e una grande diversità ambienti e di paesaggi naturali che giustificano la sintetica ma felice definizione data da Ippolito Nievo di “piccolo compendio dell’universo”.
A nord si ha la montagna, che rappresenta circa il 42% del territorio friulano ed è molto varia per caratteri altimetrici, natura delle rocce, mantello vegetale e impronte dell’insediamento umano. La montagna friulana è costituita dalla Alpi Carniche (che vanno dal passo di Monte Croce Comelico alla sella di Camporosso) e dalle Alpi Giulie Occidentali ( che si snodano da Camporosso alla Valle dell’Isonzo). A sud del solco fluviale percorso dal Tagliamento e dai suoi tributari Fella e Resia, si sviluppano le Prealpi: le Prealpi Carniche si estendono fra il Tagliamento e il Meschio e rientrano nel bacino del Livenza, mentre le Prealpi Giulie comprendono i rilievi montuosi fra il Tagliamento e l’Isonzo e rientrano nel bacino dell’Isonzo stesso.
Questi monti impervi, ma ricchi di pascoli e boschi e fra le cui catene i fiumi alpini hanno formato belle vallate (dette Canali), costituiscono una vera e propria barriera che protegge la pianura dalle masse di aria fredda dell’Europa centrale e nello stesso tempo, opponendosi ai venti caldo-umidi provenienti dal mare Adriatico trattengono nelle valli un’intensa nuvolosità che dà origine a frequenti precipitazioni. Si tratta però di un muro non invalicabile per la tramontana e la bora, due venti freddi che rendono limpidi i cieli, soprattutto quelli invernali. La presenza di un apparato orografico tanto esteso ed articolato ha avuto rilevante effetto sul clima, sull’economia, sulla distribuzione degli abitanti, nonché sugli stessi loro usi e costumi.
Nel Friuli centro-orientale, alla montagna segue la cerchia collinare che la raccorda alla pianura tra il Tagliamento e il Torre (morene), tra questo e il Natisone (eocene) e tra il Judrio e l’Isonzo (Collio), rappresentando così il 18% dell’intero territorio regionale, mentre nel Friuli occidentale la pianura, priva di qualsiasi ondulazione, trapassa bruscamente nelle Prealpi.
Ai piedi delle Prealpi tra il Livenza e l’Isonzo si estende la vasta pianura friulana di natura alluvionale, estremo lembo orientale della pianura Padana, che degrada dolcemente verso il mare. La pianuura, che rappresenta il 40% dell’intera area regionale, viene suddivisa in alta e bassa pianura. L’alta pianura, ghiaiosa e ciottolosa, è un vasto deposito alluvionale assai povero di acque superficiali che mostra il magro paesaggio della prateria (oggi in gran parte coltivata estensivamente ed occupata da disseminate urbanizzazioni) con i suoi biancheggianti alvei fluviali. La bassa pianura, un tempo occupata da acque affioranti, paludi ed estese boscaglie termofili igrofile, è stata in gran parte bonificata nei primi decenni del Novecento e quindi anch’essa largamente coltivata. Nella zona delle risorgive, che divide l’alta dalla bassa pianura, le acque immerse nelle assetate e permeabili ghiaie delle alte piane alluvionali, riaffiorano dalle falde freatiche in corrispondenza dei suoli argillosi e impermeabili per poi scorrere libere verso sud in innumerevoli e limpidi corsi d’acqua. Queste vene d’acqua sgorgano improvvise nella direttrice tra Polcenigo e Monfalcone. Oltre si ha il litorale e le lagune di Grado e Marano dove l’Adriatico si sposa con le acque dei fiumi di risorgenza in un dedalo di canali e isolotti di rara e suggestiva bellezza; è questo un paesaggio caratteristico e altamente interessante sotto il profilo naturalistico, con una sua fauna tipica e una vegetazione propria, tanto da formare veri e propri biotipi semiacquatici, particolari habitat palustri e pittoresche distese lagunari.
La rete idrografica è completamente tributaria dell’Adriatico, ad eccezione del fiume Slizza che si dirige a nord di Tarvisio verso la Drava e quindi verso il bacino danubiano. Massimo fiume è il Tagliamento, che con i suoi 172 km è il dodicesimo fiume italiano (e virtualmente divide il Friuli nei suoi versanti orientale e occidentale), seguito dall’Isonzo che dopo aver percorso alcune decine di chilometri in territorio sloveno, dove nasce, scorre al limite orientale del Friuli e dal Livenza che placido scivola lungo parte del suo confine orientale. Seguono i fiumi prealpini (Cellina, Medusa, che scendono dalle Prealpi Carniche e Torre, Natisone e Judrio che arrivano nella pianura dalle Prelpi Giulie) e quelli di risorgiva (Fiume, Sile, Lèmene, Corno, Stella, Aussa e Natissa seguiti da un innumerevole numero di rogge alimentate da limpide polle). Seguono i laghi naturali (Raibl, Fusine, dei Tre Comuni e di S.Daniele) e quelli artificiali sostenuti da grandi dighe erette negli anni Cinquanta del Novecento per la produzione di energia e per l’irrigazione (Barcis, Redòna, Verzegnis, Caprizzi e la recentissima diga di Ravedis sul torrente Cellina).
Il clima è differenziato per effetto dell’altitudine, della disposizione dei rilievi e della marittimità. Si possono distinguere tre tipi di clima: clima alpino, con temperature basse, escursioni termiche variabili e precipitazioni abbondanti; clima prealpino, con temperature medie, maggiori escursioni termiche e precipitazioni abbondantissime; clima di piano, con temperature elevate, escursioni termiche più contenute e minori precipitazioni.
La popolazione del Friuli è di circa un milione di abitanti (1.250.000 abitanti quella della regione Friuli Venezia Giulia con Trieste), di cui oltre la metà risiedono nella Provincia di Udine, la più estesa delle tre provincie storiche e raccolti in 212 Comuni (25 a Gorizia, 51 a Pordenone e 136 a Udine). Dopo le ondate di emigranti friulani che lasciarono nell’Ottocento e nel Novecento la terra madre per trovare lavoro in tutti i continenti del globo, recentemente si registra il fenomeno inverso con l’arrivo di numerosi immigrati extracomunitari che, fra l’altro, compensano l’invecchiamento e il decremento della popolazione friulana autoctona. L’insediamento della popolazione nel territorio è prevalente nelle località piccole e medie che si trovano nella pianura (Sacile, Zoppola, Casarsa della Delizia, Spilimbergo, San Vito al tagliamento, Codroipo Palmanova, Gradisca d’ Isonzo, Latisana, Lignano Sabbiadoro, San Giorgio di Nogaro, Cervignano del Friuli, Grado e Monfalcone) e in zona collinare (Aviano, Maniago, San Daniele del Friuli, Gemona del Friuli Tarcento, Tricesimo, Cividale del Friuli), mentre nell’area montana, dove le località hanno dimensioni più modeste, i centri principali sono Tolmezzo e Tarvisio. Le principali città del Friuli sono i tre capoluoghi di provincia, Udine con circa 100.000 abitanti, Pordenone con più di 50.000 e Gorizia con circa 40.000.