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Posizione geografica

Inteso negli attuali limiti delle tre province di Udine, Gorizia e Pordenone, il Friuli occupa una posizione originale, trovandosi a ridosso del confine italo-austriaco a nord e di quello italo-sloveno a est e quindi alla corrispondenza del confine orientale naturale della penisola italiana che corre sulle Alpi Carniche e Giulie, le cui catene montuose costituiscono lo spartiacque tra il bacino del Danubio, tributario del Mar Nero, ed il versante dei fiumi che scendono verso l’Adriatico.

Le Alpi Orientali, più basse e corrose di quelle Centrali e Occidentali, sono incise da alcune soglie di facile transitabilità (Passi di Monte Croce Carnico m. 1363, Sella di Camporosso m. 816 e Passo del Predil m. 1156) che, con il varco più ampio e depresso che più a oriente si trova tra le Alpi e le Dinaridi (Passi di Idria, Piro e Prevallo), fin dall’antichità fecero assumere alla regione friulana il ruolo di “porta orientale” dell’Italia. Proprio da questi accessibili valichi alpini si dipartono grandi direttrici di comunicazione che, incrociandosi nella pianura friulana, le attribuiscono una naturale funzione di transito nord-sud e est-ovest.

In tal modo, il Friuli presenta una posizione geografica contraddittoria, perché si presenta per un verso come una regione periferica e decentrata dell’Italia, mentre per un altro verso si caratterizza come una regione nodale per la circolazione transalpina. Il primo aspetto si evidenziò nei molti periodi bellici e di crisi, quando questo confine naturale venne valorizzato come cortina militare di difesa mediante sistemi di fortificazione presidiati da eserciti, mentre il secondo aspetto emerse nei periodi di pace e quando con le regioni contermini si instaurarono buone relazioni politiche, commerciali e culturali.

Così, nella storia il Friuli assolse funzioni alternative e diventò territorio di incontri e di scontri, regione di transizione etnica e culturale, area di integrazioni e di sinergie. Dalla sua particolare posizione geografica e delle caratteristiche morfologiche del proprio territorio derivarono pertanto le vicende politiche, economiche, sociali e culturali. In conseguenza delle ripetute invasioni e delle periodiche infiltrazioni di popoli transalpini, nonché dell’accentuato isolamento delle aree montane, si formò il pluralismo linguistico e la specificità culturale che nei secoli caratterizzano la civiltà friulana e che tramandati tra generazione e generazione riuscirono, in parte, a mantenersi fino ai nostri giorni, mentre la particolare posizione di frontiera e il rischio militare e politico scoraggiarono le iniziative produttive e ritardarono lo sviluppo economico.

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