Teatro

Se lasciamo da parte i primi drammi liturgici ispirati ai Vangeli attorno al X secolo o gli spettacoli comici che venivano rappresentati fuori dall’ambiente ecclesiastico alcuni secoli dopo, possiamo affermare che il teatro, inteso come vera e propria forma d’arte, comparve in Friuli soltanto attorno all’Ottocento.

Tra il XVI e XVIII secolo invece alcuni letterati friulani scrissero alcune trame teatrali anche se ad oggi conosciamo soltanto i titoli di alcune di esse e i nomi degli autori, come Vincenzo Giusti, Pietro Diana, Troilo Savorgnan, Enrico Altan il Vecchio, Girolamo Ludovicis, Francesco Stella, Enrico Altan il Giovane, Ciro di Pers e Ermes di Colloredo. Dicevamo dunque che il teatro friulano vero e proprio nacque nel XIX secolo ed il primo autore a comporre un testo completamente in marilenghe fu Pietro Zorutti, il quale compose nel 1847 anche la commedia dal titolo Il Trovatore Antonio Tamburo. Altri autori che si accostarono alla scrittura teatrale furono Pacifico Valussi con il testo Sang no je aghe; Francesco Leitenburg con le commedie Lis Petegulis, Un truc di gnove date, Il predi par fuarze, Un l’è poc e doi son masse; ed ancora , Giuseppe Edgardo Lazzerini, Francesco Nascimbeni e Caterina Percoto, la quale scrisse La plui biele. Con questi autori nasce un vero e proprio teatro in lingua friulana, che subito dopo riceverà un buon riscontro di pubblico e di critica, avvicinando molte parti della popolazione alle rappresentazioni; spettacoli che presentavano soggetti semplici, con trame allegre e specchio della società semplice e tranquilla di quel tempo. Agli inizi del XX secolo si pose un’ulteriore attenzione verso il teatro considerandolo strumento di sviluppo e diffusione della lingua friulana, anche se gli autori continuavano a scrivere trame facili e disinteressate, con motivi tematici limitati e legati alla semplicità della vita contadina, concorrendo così a creare quello stereotipo della friulanità che per moltissimi anni non si scrolleranno di dosso tutte le creazioni artistiche friulane. La nascita, nel 1919, della Società Filologica Friulana aiuterà la valorizzazione delle commedie in friulano, promuovendo e pubblicizzando gli spettacoli e gli autori che scrivevano in marilenghe. Si dovrà aspettare gli anni Quaranta del XX secolo però per conoscere un grande autore di opere letterarie scritte in friulano, Pier Paolo Pasolini, il quale però condizionerà poco la stesura teatrale, scrivendo un’opera che rimarrà isolata, I Turcs tal Friûl, del 1944.

Busto di Pacifico Valussi

Nel secondo dopoguerra in generale la cultura ed il teatro friulano rimasero legati ai vecchi schemi, non riuscendo a uscire da una visione meramente folkloristica. Si venne così a creare una realtà fatta di piccole compagnie teatrali che si esibivano più per motivi di divertimento che per scopi artistici o culturali. Soltanto pochi autori riuscirono ad avvicinarsi a linguaggi narrativi più moderni, come Appi, Alviero Negro, Aurelio Cantoni e Luigi Candoni.

Rappresentazione teatrale messa in scena in un cortile friulano

Nel 1987 nacque a Udine la Associazione teatrale friulana con lo scopo di promuovere e coordinare l’attività delle numerose compagnie amatoriali regionali, organizzando anche un concorso letterario per nuovi testi teatrali, grazie al quale sono emersi nomi di scrittori dalle spiccate capacità come Gianni Gregoricchio, Giovanni Morsan, Alberto Luchini, Roberto Ongaro, Paolo Sartori e Carlo Tolazzi. Ad oggi numerose sono le compagnie amatoriali iscritte all’Associazione, provenienti da tutto il territorio regionale. Nonostante questo però il teatro friulano continuava ad essere più un fatto ricreativo che un’attività culturale e non considerava la lingua friulana un mezzo di sviluppo sociale ed artistico. Gli ultimi due decenni vedono però un’inversione di tendenza dei temi e delle trame dei nuovi autori; vedasi il caso delle compagnie professionistiche nate da pochi anni come il Teatro Incerto, formato da Claudio Moretti, Fabiano Fantini e Elvio Scruzzi, ed anche la compagnia Academia de Gli Sventati, la quale propone teatro di maschera e della commedia d’arte su testi scritti da loro sia in lingua italiana che in friulano. Nel 1988 venne costituita a Udine la Civica accademia d’arte drammatica “Nico Pepe” volta alla formazione nelle varie discipline dello spettacolo e all’organizzazione di corsi di recitazione e di letteratura friulana. Doverosa citazione va anche a Elio Bartolini, scrittore e sceneggiatore di fama internazionale che, assieme a Paolo Patui, ha scritto Bigatis, preziosa opera teatrale che coniuga la parola col canto e la musica. Oggi il teatro friulano da una parte si sta avviando verso un concreto professionismo per diventare uno strumento di crescita artistica e sociale; ma dall’altra si concretizza anche con la presenza sempre crescente di compagnie di teatro amatoriale legate alla tradizione.

 

Pagina aggiornata il 03.05.2016