Ha aderito alla Rete Museale Provinciale
Una casa bassa a San Lorenzo risalente al 1500, con il tetto di coppi che sporge su una facciata segnata da un portoncino bugnato a tutto sesto; quattro minuscole e diseguali finestre sparpagliate su un intonaco ocra e, sovrapposto, un affresco rinascimentale con la Madonna, il Bambino e i Santi.
Cjase Uarnèl è uno spazio espositivo disposto su tre piani e che cambia volto a ogni visita, composto di quattro stanze e un sottotetto: qui, in una terra che ha espresso un poeta come Angelo Pittana (1930-2005) traduttore di Prévert ed Hemingway, qui, dove i vecchi ti raccontano ancora di una gatta gigantesca, la gjate marnagule, che entra nottetempo, nelle case per rapire i bambini più cattivi o delle fate d’acqua, lis aganis, dell’ambigua bellezza delle sirene, troverà casa l’archivio e il centro di catalogazione multimediale di miti, fiabe e leggende del Friuli.
In questo antica casa sono conservati anche “I giornali dei vivi e dei morti”: diciassette fogli membranacei, restaurati dalle Madri Benedettine di Trieste, un arco temporale che va dal 1377 al 1643, la minuta scrittura gotica di notai e pievani che oscilla tra il latino curiale e un volgare toscaneggiante, trattasi del catapàn di San Lorenzo, ovvero l’obituario in cui si trovano annotati lasciti e legati dei più generosi tra i parrocchiani, che in cambio di messe officiate negli anniversari della propria dipartita, garantivano ai pastori di anime solidi retaggi di frumento.