
Nel 1976 il violento terremoto che scosse il Friuli. Il sisma distrusse la città, posta ai piedi del monte San Simeone, luogo dell’epicentro, e mise in pericolo uno dei simboli di Venzone a cui la popolazione è sempre stata molto legata: le mummie.
Nel 1647 la prima ad essere ritrovata fu la mummia chiamata il “gobbo” che attirò subito anche l’attenzione dei soldati di Napoleone i quali, durante l’occupazione francese nel 1797, ne tagliarono alcuni lembi di pelle a modo di macabri souvenirs.
Fin dalla loro scoperta le mummie furono oggetto di curiosità e studi.
Oggi cinque mummie sono esposte al pubblico nel piano interrato di San Michele, grazie ai nuovi indirizzi delle scienze storiche ed archeologiche, le mummie rappresentano soprattutto un patrimonio di inestimabile interesse antropologico che permette di conoscere approfonditamente come vivevano gli abitanti del Friuli dei secoli passati.