Consiglio provinciale, programmi dell’Ente, accoglienza migranti, fusione di Comuni al centro dei lavori.

Solidarietà alla Catalogna e sostegno alle Ferriere Nord.

Ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi, il problema dell’accoglienza dei migranti nelle zone montane, no alla fusione tra Villa Vicentina e Fiumicello in coerenza con la volontà popolare espressa nel recente referendum, sono stati gli argomenti centrali del Consiglio Provinciale odierno che si è aperto con un minuto di silenzio proposto dal presidente Fabrizio Pitton in omaggio al grande poeta e intellettuale friulano Pierluigi Cappello e allo scrittore e regista ungherese ma naturalizzato italiano Giorgio Pressburger “uniti insieme dall’arte, dalla cultura e dal Mittelfest”.
La seduta è iniziata con la discussione del question time presentato dal Gruppo del Pd in relazione all’assegnazione dei contributi a enti pubblici e privati relativi alle funzione trasferite deliberati dalla Giunta per un ammontare complessivo di 215 mila 800. Il presidente Fontanini ha motivato tale assegnazione facendo riferimento allo Statuto dell’Ente, norma che detta l’operatività dello stesso richiamata anche dalla legge costituzionale 1/2016. In questo dispositivo, infatti, vi è una norma transitoria che disciplina la soppressione delle Province che avviene “con legge regionale non prima della scadenza naturale del mandato dei rispettivi organi elettivi già in carica”, aggiungendo anche che “fino alla data di soppressione, le Province continuano a essere disciplinate dalla normativa previgente”. “In presenza di una Costituzione inalterata e di un ordinamento della Repubblica confermato – ha affermato Fontanini -  la Provincia è protetta e tutelata. Inoltre ha una sua autonomia statutaria,  può operare al di là delle deleghe revocate da Regione perché è un ente sovraordinato, costituzionalmente previsto”. Quindi la parola è passata all’assessore Carlo Teghil che ha illustrato la comunicazione inerente le partecipazioni societarie della Provincia di Udine. L’iter di razionalizzazione è partito nel 2015; la situazione aggiornata al settembre 2016 come richiede la normativa, registra dieci dismissioni, alle quali si sono aggiunte nel corso del 2017 la messa in liquidazione di Exe, la dismissione in Udine e Gorizia Fiere e il subentro della Regione nell’Ucit. Al momento attuale le partecipazione attive riguardano Cafc Spa, Ditedi e Friuli Innovazione.
Con 30 voti favorevoli e un’astensione, il Consiglio provinciale ha approvato la ricognizione sullo stato di attuazione del programmi. “Diversi i campi d’azione: accanto all’attività degli organi istituzionali, la gestione del patrimonio (con alienazioni di alcuni immobili per introitare risorse nel bilancio), la valorizzazione della cultura e della lingua friulana attraverso il sostegno ad associazioni e realtà o mediante iniziative dirette, il sostegno ai corsi di orientamento musicale, i contributi per concorrere alle spese di trasporto per le visite scolastiche alle fattorie didattiche, i centri di aggregazione giovanile, lo sportello antimobbing, i progetti europei tra cui le attività collegate alla Romea Strata che sono state illustrate anche al commissario europeo Navracsics nella sua recente visita in Friuli” ha precisato Fontanini elogiando l’operato del personale, citando in particolare la ragioneria, (10 figure sulle 44 attualmente ancora alle dipendenze dell’Ente) per il primo posto tra gli enti intermedi per velocità dei pagamenti alle imprese conquistato dalla Provincia di Udine nella classifica stilata della Cgia di Mestre.
Soprassedere alla collocazione di un numero imprecisato di richiedenti asilo in Valcanale Canal del Ferro, vista la difficile situazione socio economica già esistente in quella vallata, è quanto si richiede al Prefetto di Udine attraverso l’ordine del giorno approvato con 20 voti favorevoli e 10 contrari illustrato dal capogruppo di Forza Italia Renato Carlantoni. L’odg nasce dalle dichiarazioni dell’assessore regionale Torrenti in relazione al possibile invio di un quantitativo imprecisato di migranti nelle caserme di Tarvisio e Chiusaforte e al sopralluogo fatto dal prefetto Zappalorto alla caserma Meloni sita a Coccau, sito che, una volta conclusi i lavori, potrebbe essere utilizzato per le quotidiane esigenze di riconoscimento dei richiedenti asilo. Su tale ipotesi l’amministrazione locale è fermamente contraria – si ricorda nel dispositivo - visto che il sito è adiacente alla pista ciclabile, a un’attività ricettiva e che la località si sta impegnando nel suo rilancio turistico e nel recupero delle ex caserme militari dismesse. Carlantoni ha messo anche in evidenza le difficoltà e i disagi per la montagna friulana già attanagliata da un costante problema di calo demografico e crisi occupazionale, territorio che non ha mai fatto mancare la propria collaborazione. Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi dei consiglieri Federico Simeoni (Patrie Furlane) che ha citato le ulteriori criticità- derivanti da questa situazione - per la montagna friulana impegnata nel suo rilancio, e di Eros Cisilino (Lega Nord) che ha toccato le varie implicazioni della complessa questione dell’accoglienza dei migranti (“migranti economici”), il correlato tema della sicurezza, delle reali opportunità occupazionali in un contesto già critico e della necessità di una soluzione da parte dello Stato a questa problematica.  Sul punto sono intervenuti anche Alberto Soramel (Pd) che si è soffermato sul modello dell’accoglienza diffusa, Arnaldo Scarbelli (Pd) ha ricordato invece le varie esperienze di accoglienza in regione, i movimenti dei profughi e l’impegno del Ministro Minniti; Daniela Corso (Pd) che, nel rilevare la delicatezza dell’argomento, ha anche precisato come “le situazioni critiche si superano affrontando con serietà e senza parlare alla pancia della gente seminando sentimenti di terrore. L’unica strada è integrazione e noi dobbiamo fare la nostra parte”.
Rispettare il volere espresso dai cittadini di Villa Vicentina e quindi soprassedere alla fusione con Fiumicello. Questo il tono dell’ordine del giorno (approvato con 21 voti favorevoli e 10 contrari) relativo ai risultati della recente consultazione popolare e all’azione intrapresa dal Consiglio comunale di Villa Vicentina verso la fusione, in difformità con la volontà popolare. “Questo modus operandi è contrario a qualsiasi norma democratica. Se Villa Vicentina ha espresso la sua opinione, questa deve essere rispettata” ha esordito Renato Carlantoni (Fi) nell’illustrare il dispositivo. “Le comunità chiedono di essere salvaguardate e di lavorare in autonomia. E la loro volontà va rispettata”, è stato il commento di Federico Simeoni (Patrie Furlane); “Non si può fare una fusione contro la volontà dei cittadini”, gli ha fatto eco Mauro Bordin (Ln); “un matrimonio richiede un sì da entrambe le parti” ha sottolineato Bruno Nino (Udc); “E’ fuor di logica imporre questa fusione di fronte al parere di Villa Vicentina” ha evidenziato Marzio Giau (Fdi); sulla stessa lunghezza d’onda il vice Franco Mattiussi (che ha ripercorso l’iter intrapreso dai due Comuni), Eros Cisilino, Pietro Dri (Fi) e Fabrizio Dorbolò (Sel). Sui progetti di fusione, così come previste dalla legge 26/2014, è intervenuto invece Armando Canciani (Pd).
Solidarietà alla Catalogna e richiesta di mediazione alle autorità europee: l’odg presentato da Federico Simeoni (che ha ricordato i legami di affinità e vicinanza tra Friuli e Catalogna) e Bruno Nino (Udc) ha raccolto 14 voti favorevoli, 11 astensioni e un voto contrario. E’ stato posto l’accento nel dibattito sulla necessità di un intervento da parte dell’Ue per favorire il dialogo tra le parti nell’interesse del conseguimento degli obiettivi comuni di una Europa federale.
Unanimità da parte del Consiglio provinciale per il sostegno alle Ferriere Nord alle quali l’Antitrust ha elevato una sanzione pari a 43 milioni di euro, situazione che prefigura scenari macroeconomici ed occupazionali che destano grave preoccupazione. Il dispositivo è stato illustrato dal capogruppo Renato Carlantoni, al quali sono seguiti gli interventi di Alberto Guerra, Leonardo Barberio, Federico Simeoni e Armando Canciani. Trasversale l’appoggio nei confronti dell’azienda friulana delle sue maestranze e la richiesta alla Regione Fvg, ai parlamentari friulani e al Governo Nazionale di protezione del territorio regionale e nazionale da possibili scenari di rischio dell’intera filiera dell’acciaio  che toccherebbe in modo grave il territorio bujese e tutta l’area collinare dove vivono i dipendenti dell’azienda, per effetto di una possibile rinuncia della proprietà di Ferriere Nord- gruppo Pittini a continuare la storica attività.
17 i voti a favore, 5 i contrari e un’astensione per l’odg che richiama il rispetto delle norme di tutela delle minoranze linguistiche da parte di Fvg Strade nella cartellonistica stradale in continuità con l’operato che le Province hanno svolto sulla rete viaria di competenza, patrimonio trasferito alla società della Regione Fvg con la legge 32/2017.

Pagina aggiornata il 10.10.2017