Invito - Convegno “Il ritorno dei mais tradizionali friulani”

Un futuro per i mais locali a libera impollinazione.
Esiti di uno studio multidisciplinare.
Giovedì 7 dicembre 2017, alle ore 17.15 - Salone del Consiglio della Provincia di Udine (Palazzo Antonini-Belgrado).

Studiare le vecchie varietà di mais locale, nostrano, “salvate” da tenaci agricoltori e da Enti di ricerca e sperimentazione per far partire una filiera produttiva che valorizzi questa agrobiodiversità. E’ l’obiettivo di un approfondimento multidisciplinare che ha visto la collaborazione  dell’Orto Botanico Friulano della Provincia di Udine, dell’Università di Udine e dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale-ERSA i cui risultati saranno resi noti giovedì 7 dicembre a palazzo Belgrado nel corso di un convegno (inizio lavori ore 17.15). Dopo i saluti del presidente Pietro Fontanini, dell’assessore Marco Quai e del direttore dell’Ersa Paolo Stefanelli, si susseguiranno le relazioni degli esperti: Michele Fabro e Giorgio Barbiani (Ersa), Luca Poggetti assegnista di ricerca, Pietro Zandigiacomo (Università di Udine) e Paolo Ermacora (Banca del Germoplasma).
Gli studi sono stati eseguiti su gruppi varietali di mais “Biancoperla”, “Marano” e “Rosso” a libera impollinazione, materiale prezioso che deriva dalla selezione fatta dai nostri “nonni” e fortemente minacciato di scomparsa per effetto della loro sostituzione con le specie ibride commerciali. L’attuale panorama varietale del mais, infatti, è caratterizzato da innumerevoli specie ibride e i mais sul mercato vengono coltivati per svariati usi, principalmente per la produzione di granella e silomais per l’alimentazione animale, per la produzione di biomassa per scopi energetici, per la produzione di ‘mais dolce’, da pop corn e per altri utilizzi industriali. Nell’Ottocento e fino alla metà del Novecento la situazione era nettamente diversa: venivano coltivate diverse varietà a libera impollinazione derivanti da selezioni svolte dai contadini sui caratteri più interessanti, con particolare attenzione alla produzione di farina. Erano presenti varietà precoci (a ciclo breve), denominate ad esempio ‘quarantino’ (‘quaranta giorni’ di ciclo) e ‘cinquantino’ o ‘brigantino’ (‘cinquanta giorni’) adatte come secondo raccolto dopo un cereale autunno-vernino, e varietà più tardive da primo raccolto, denominate ad esempio ‘maggengo’ (varietà tardiva adatta per la semina in aprile-maggio), ‘agostano’ (varietà a maturazione medio-lunga, raccoglibile ad agosto). A partire dagli anni ’50 le varietà ibride americane hanno preso progressivamente il posto delle varietà a libera impollinazione selezionate localmente, in quanto queste ultime erano meno produttive, sebbene bisognose di minori input chimici e talvolta di elevata e superiore qualità della granella, in particolare per la produzione di farina da polenta per l’alimentazione umana.
Nel convegno verranno illustrati i risultati delle ricerche storiche, delle analisi genetiche e tecnologiche. Questi dati sono necessari per iscrivere le varietà nel Registro Nazionale delle Varietà da Conservazione, passo necessario per la coltivazione e commercializzazione da parte degli agricoltori friulani oltre che per amplificare le attività di valorizzazione che diversi gruppi e associazioni hanno avviato utilizzando le farine ricavate da questi mais. Sono stati due gli assegni di ricerca finanziati dalla Provincia di Udine all’Università a tale scopo a partire dal 2015, mentre il materiale oggetto di studio proviene dalla collezione di mais antichi custodita dall’Ersa a partire dagli anni ’80 che ha curato anche la loro selezione e caratterizzazione morfologica e tecnologica.
L’incontro si aprirà con l’esposizione di varietà di mais storici locali e si concluderà con una degustazione di una polenta ottenuta da farine di queste varietà.

Programma

ore 17,15 - Apertura esposizione varietà mais storici locali mostra a cura di ERSA e Associazione 
                  “Giusto Caenazzo” Grions del Torre

ore 17,30 - Saluti del Presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini
                   Saluti dell’Assessore provinciale, Marco Quai
                   Saluti del Direttore Generale di ERSA, Paolo Stefanelli

ore 17,45 - Presentazione delle iniziative di valorizzazione dei mais antichi da polenta

ore 18,00 - Il Progetto per lo studio e la valorizzazione di varietà di mais locali - dott. Michele Fabro                            ERSA, Orto Botanico Friulano - Progetto, enti coinvolti, cenni sulle prospettive

ore 18,15 - Inquadramento storico della maiscoltura in Friuli - prof. Pietro Zandigiacomo Università di                           Udine - Dal 1900 ad oggi, come si é evoluta la maiscoltura in Friuli

ore 18,30 - Studio e conservazione di varietà locali di mais - p.a. Giorgio Barbiani ERSA
                   Le attività di conservazione e valorizzazione del mais svolte dall’ERSA a partire dagli anni ‘80

ore 18,45 - Caratterizzazione genetica di varietà locali di mais - dott. Luca Poggetti assegnista, Orto                             Botanico Friulano, Università di Udine - Modalità di studio ed esiti delle analisi genetiche

ore 19,00 - Conclusioni - prof. Paolo Ermacora Università di Udine - Esiti dello studio agronomico e                             genetico, modalità di iscrizione di una o più varietà nel Registro nazionale delle varietà da                         conservazione, prospettive future

ore 19,15 - Degustazione di una polenta cucinata con mais antichi friulani.
                   a cura dell'Associazione “Giusto Caenazzo” Grions del Torre.

Pagina aggiornata il 05.12.2017