Istituire una struttura in Fvg per pazienti affetti da immunodeficienze

Fontanini, “La Regione dia risposte per evitare trasferte per le cure in Veneto”

Attivare in regione un centro di riferimento per le immunodeficienze primitive, una unità immunoallergologica con un’equipe di medici specialisti che consenta ai pazienti affetti da queste malattie rare e gravi di evitare le trasferte in Veneto per le cure. A sollecitare un intervento in tale senso alla Regione Fvg è il vicepresidente dell’Associazione Immunodeficienze Primitive onlus Andrea Gressani che ha esposto la situazione degli ammalati al presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini, nel corso di un incontro al quale hanno preso parte anche i consiglieri regionali Barbara Zilli e Giuseppe Sibau. La richiesta di istituire una struttura in Regione nasce dal fatto che l’unico specialista di riferimento operativo al Santa Maria della Misericordia, il dottor Marco De Carli, dal 1 aprile ha lasciato l’ospedale di Udine per trasferirsi a Feltre. Da allora 70 pazienti del Fvg sono senza specialista per le cure. “Queste malattie richiedono una struttura di riferimento ad hoc, non possono essere trattate nei reparti di reumatologia clinica come era stato prefigurato a Udine, in sostituzione del dottor De Carli. Una realtà, quella individuata, che pur essendo un centro di riferimento per le malattie reumatologiche, non presenta la competenza necessaria per gestire le complessità generate dalle oltre 300 patologie del gruppo – ha precisato Gressani-. Si tratta infatti di malattie di non facile diagnosi, specialmente nell’adulto, con il rischio che i pazienti vengano curati nei reparti sbagliati esponendoli maggiormente anche alle infezioni ospedaliere. In questi pazienti, infatti, è più alto il rischio che si sviluppino patologie gravi ma anche “semplici” infezioni. Ecco perché anche le flebo di immunoglobuline cui devono sottoporsi con cadenza in molti casi settimanale, si potrebbero fare anche a casa”.

Analizzata la delicata situazione, il presidente Fontanini concorda con la necessità di una struttura regionale che segua questi pazienti e si appella alla Regione al fine che venga individuata, insieme all’associazione e alle strutture ospedaliere, la soluzione che soddisfi i bisogni di cura di questi cittadini. “Una realtà regionale eviterebbe una gestione complessa e delicata sotto il profilo medico e psicologico per i pazienti stessi. Non solo. Anche le risorse destinate ai rimborsi per le prestazioni erogate ai nostri cittadini fuori regione, - conclude il presidente - potrebbero essere investite proprio in una unità territoriale dedicata".

Pagina aggiornata il 17.05.2017